| LA MICROEDITORIA Dà L’ARRIVEDERCI ALL’ANNO PROSSIMO |
Comunicati StampaLA MICROEDITORIA Dà L’ARRIVEDERCI ALL’ANNO PROSSIMO Chiusa ieri la kermesse bresciana dedicata ai piccoli editori con un bilancio in positivo e un numero crescente di visitatori.
Calano i sipari sulla VII edizione della Rassegna della Microeditoria, la manifestazione dedicata ai piccoli editori, che per tre giorni è stata teatro di incontri, presentazioni e dibattiti con ospiti d’eccezione.
8.500 sono stati i visitatori che hanno affollato le sale della Villa Mazzotti di Chiari (BS) dal 13 al 15 novembre per scoprire le offerte degli stand: “oggetti culturali” preziosi perché curati con dedizione e passione.
Decisamente buona la risposta del pubblico che, nonostante le congiunture economiche tutt’altro che favorevoli, si è dimostrato curioso e attento più che mai a ricercare e selezionare opere di qualità.
Un evento in continua crescita quindi, che acquista credibilità dal punto di vista qualitativo e raccoglie di anno in anno i consensi del pubblico e degli espositori.
La Microeditoria di Chiari, terza solo alle fiere di settore che si svolgono a Roma e Bologna, sta diventando sempre di più un punto di riferimento importante nel suo genere per il Nord Italia.
Paolo Festa, Presidente de L’Impronta (l’Associazione culturale che organizza da 7 anni la Microeditoria in collaborazione con il Comune di Chiari) ha voluto sottolineare l’importanza rivestita dagli oltre trenta volontari che hanno generosamente messo a disposizione le loro risorse a titolo assolutamente gratuito. “Un’équipe molto affiatata senza la quale sarebbe stata impensabile la buona riuscita dell’evento”
Numerose le “soluzioni anticrisi” proposte da alcuni degli editori intervistati: edizioni di qualità (GAM EDITRICE), linee editoriali ben definite (LA CORTE EDITORE), eventi di presentazione e collaborazioni specifiche (KELLERMAN e LINEE INFINITE EDIZIONI) ma anche un uso sapiente dei supporti tecnologici come audio book (VERDECHIARO), libri elettronici e stampa digitale (EDIZIONI DELLA VIGNA), o tirature mirate e print on demand. (ROBIN EDIZIONI)
C’è anche chi l’editore se lo fa da sé come le pioniere Antonella Barina, antesignana dell’autoeditoria a Venezia, e Claudia Vio, due scrittrici che hanno scelto di essere editrici di se stesse attraverso un’attività editoriale che curano personalmente, dalla produzione alla distribuzione, la prima con EDIZIONI DELL’AUTRICE, la seconda con UNICA EDIZIONI.
E chi in controtendenza rispetto alla maggioranza getta le basi proprio in periodo di crisi come gli appena nati ANNIVERSARY BOOKS, STREPTOCOCCUS e IMPRONTE DI LUCE.
In contrasto anche i dati relativi alle vendite che fanno registrare un miglioramento delle dovuto principalmente ad una riorganizzazione della distribuzione e alla pubblicazione di titoli di punta. Evidentemente la crisi ha colpito più nel 2008.
Da più della metà degli intervistati emerge inoltre che il proliferare delle fiere non è ritenuto in connessione con la crisi della libreria, ma con la necessità di visibilità da parte dei piccoli editori. Le fiere permettono ai piccoli editori di farsi conoscere, di avere un contatto diretto con il pubblico. Questo porta alla costruzione di un mercato e può anche migliorare le vendite nelle librerie.
LA MICROEDITORIA RACCONTATA ATTRAVERSO I SUOI OSPITI Domenica 15 novembre 2009
Mattinata all’insegna del gioco con il divertentissimo gioco noir “Cercasi menti diaboliche per ideare il delitto perfetto”, una novità assoluta presentata per la prima volta in Rassegna, dopo la presentazione del romanzo “Il Teorema di Cirano” scritto da Fiammetta Scharf. A stuzzicare la domenica mattina anche una degustazione di formaggi nostrani abbinati alle bollicine della Franciacorta a ritmo di musica folk.
Incontro di punta quello del pomeriggio con l’attore ENZO DECARO che ha incantato il pubblico presente in sala con parti tratte da SIDDHARTA di Herman Hesse e IL GABBIANO JONHATAN LIVINGSTONE di Richard Bach (nella versione audio book pubblicata da VERDECHIARO e tradotta da PAOLA GIOVETTI) e ha letto con la sua voce calda alcuni versi della grande poetessa ALDA MERINI, madrina della VII edizione.
Un omaggio corale che si è diffuso anche nelle altre stanze della Villa dove diversi lettori l’hanno ricordata attraverso le sue poesie.
I giovani sono stati invece protagonisti dell’incontro intitolato AAA FUTURO CERCASI con SERGIO NAVA, giornalista di Radio 24 e autore di “La fuga dei talenti”, ALESSANDRO ROSINA, professore di demografia all’Università Cattolica di Milano e autore di “Non è un paese per giovani”e ELEONORA VOLTOLINA, giornalista e fondatrice di “repubblicadeglistagisti.it”. Il dibattito, moderato da Massimiliano Magli ha messo in luce le problematiche che si trovano ad affrontare i giovani oggi nel mondo del lavoro.
Di seguito un estratto che racconta attraverso i dati citati dai relatori il ritratto dell’Italia che i giovani hanno davanti a sé:
1,3% è la percentuale che lo Stato investe per i giovani in Italia contro il 4% della Svezia che viene considerata tra gli Stati più attenti ai giovani. 12.000 i laureati italiani che hanno lasciato il Paese negli ultimi 4 anni, quindi con una media annuale pari a 3.000 (numero che non viene pareggiato dal ricambio in immigrazione, come accade invece negli USA dove ogni anno si recano migliaia di studenti da tutto il mondo). 400 mila gli stagisti impiegati per 3-6 mesi di cui ¾ all’interno di imprese e ¼ presso enti pubblici (che non assumono al termine dello stage)
1 mld e 100 milioni di euro sono la somma che costa allo Stato la “fuga dei talenti”. Tra le cause principali un forte squilibrio generazionale e demografico (in Italia ci sono meno giovani e non sono ricercati come invece accade in altri Paesi); forti vincoli anagrafici per accedere alle cariche politiche; l’Italia, seconda dopo la Grecia, è il Paese che meno investe sui giovani e sulla formazione terziaria ed è uno de Paesi con la minore remunerazione all’ingresso, tra i più alti tassi di precarietà e tra i più difficili per trovare lavoro.
Tra le soluzioni indicate un intervento del governo che prende come esempio il modello scandinavo e che applica il contratto unico come alternativa per arginare il fenomeno della precarietà.
Mentre si discuteva di giovani e futuro, in Sala dello Zodiaco si svolgeva “Cultura e Culture” l’intervista dialettale Achille Platto al cantautore DAVIDE VAN DER SFROOS che ha chiuso la Rassegna con un concerto al Teatro Toscanini di Chiari.
Alle 18 è stata la volta di SOLANGE, carismatico e solare, che dopo un collegamento telefonico con il sempre divertente Massimo Boldi, ha mostrato il suo lato più sensibile e per una volta, anziché leggere la mano agli altri, ha dato metaforicamente una lettura della sua mano, raccontando del rapporto con la madre e intrattenendo per un’ora il pubblico presente con il suo sorriso e il suo umorismo.
In conclusione una Rassegna brulicante, dall’atmosfera energica e stellare, permeata di una cultura sofisticata ma alla portata di tutti.
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